‘Il ritorno delle streghe 2’ (2022), recensione: un esercizio di nostalgia ben compresa su Disney Plus con un trio di punta che lancia un incantesimo su chiunque

La nostalgia è una cattiva consigliera. È quello che ci dice che film come “Inspector Gadget” erano esilaranti o che ricordano “Space Jam” così affettuosamente che la Warner è arrivata a credere che fosse una buona idea fare un sequel disperato. È anche quella che ha segnato ‘Il ritorno delle streghe’ (meglio conosciuta, in questo processo di globalizzazione, come ‘hocus pocus‘) Che cosa uno dei punti di riferimento degli anni ’90. Ecco perché è così difficile essere onesti con il suo sequel.

le streghe sono tornate

Pochi film sono più iconici di “Il ritorno delle streghe”. Tre attrici al loro meglio che si divertono come mai prima d’ora in un film piuttosto morbido che si perdeva un po’ nella sua stessa argomentazione. Vista oggi, si sente imperfetta, ma con qualcosa di impossibile da replicare: pura magia. La seconda parte è esattamente l’opposto: ha una sceneggiatura forte, una progressione drammatica coerente, personaggi forti e colpi di scena sorprendenti, ma Manca quell’ultimo colpo di carisma per essere mitico come quello.

In altre parole: ‘Il ritorno delle streghe 2’ è tecnicamente meglio rifinito della sua prima parte, ma non è migliore. Anne Fletcher sa come incapsulare tutto ciò che ha reso buono l’originale e cerca di moltiplicarlo per due. Non ce la fa, ma lungo la strada riesce a fare un triplo salto mortale con una piroetta: che il sequel di un film intoccabile girato tre decenni dopo è, almeno, degno.


Il problema principale con questo sequel (disponibile su Disney+) è la propria autocoscienza: sa che a causa della sua condizione vivrà sempre all’ombra dell’originale e non si diverte abbastanza con i personaggi per essere distinguibile da sola.

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Qui abbiamo tutti gli elementi necessari da controllare: le attrici originali, il gatto nero, il libro, la candela nera, lo zombie, il flashback iniziale… Solo alla fine, nell’ultimo atto, il film osa deviare dal percorso stabilito del sequel-remake sotto copertura, dando una certa originalità all’insieme. I fan più accaniti della saga si sono comunque arrabbiati, quindi, del resto, vorrei aver provato meno ad accontentarli e più a stabilire alcuni nuovi concetti che alla fine sono francamente deboli.

streghe fuor d’acqua

Non è che senza questi concetti il ​​film sarebbe un disastro, tutt’altro: semplicemente era… più o meno lo stesso. Stessa trama (una vergine risveglia i Sanderson, che tornano e trovano il modo di ringiovanire), ma questa volta con altre battute sul “pesce fuor d’acqua”.: Le streghe del 17° secolo alla scoperta dei cellulari, delle creme antietà, di Alexa o, in un twist tra il bizzarro e l’esilarante, il Roomba. Se ti piace questo tipo di umorismo (per me, ad esempio, funziona sempre per me), ti divertirai magnificamente.

hocus pocus

È curioso come, nonostante siano passati solo trent’anni, ‘Il ritorno delle streghe 2’ è anche una testimonianza del cambiamento di mentalità della vita moderna. Non solo nell’ovvio (più rappresentazione e inclusività), ma nella concezione stessa del film. Se il nastro originale era pertinente, questo sequel è più adatto al ritmo cinematografico attuale: È meno focalizzato ma allo stesso tempo più coeso e lascia momenti di dispersione narrativa, inclusi due accattivanti numeri musicali e un’intera sottotrama sul sindaco (il sempre favoloso Tony Hale) che cerca di ottenere una mela caramellata.

Ma, ovviamente, se “Il ritorno delle streghe 2” è il film degno che è invece di un semplice jackpot Disney, lo è grazie ad un trio di primo piano che continua ad essere assolutamente accattivante, diretto dalla vigorosissima Bette Midler, che a 76 anni si diverte a interpretare nuovamente Winnie con un’energia che va oltre lo schermo. La forza pura con cui canta da sola il tema del ritorno delle sorelle Sanderson vale già l’esistenza di questo sequel.

A questo punto di forza si aggiunge il talento del team di trucco, guardaroba e parrucchiere, il che significa che possiamo solo notare che gli anni sono passati in momenti ben precisi: altrimenti, tutti e tre sembrano usciti direttamente dal 1993.

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‘Il ritorno delle streghe 2’ è l’esatto opposto di ‘Obi-Wan Kenobi’: un esercizio di ben intesa nostalgia che amplia e valorizza il film mitico consapevole che non sarà mai ricordato come quello ma, nonostante tutto, vuole dare tutto perché lo spettatore si diverta. È perfetto? In nessun caso: gli mancano l’anima, l’onestà, le battute e i protagonisti migliori – a parte luiLe tre sorelle, più carismatiche. Ma si tratta di un semplice meccanismo realizzato con l’imposizione di un assegno da parte della Disney? Penso di no.

Si è tentati di recensire questo film e iniziare a parlare del fatto che l’originale non è secondo a nessunoche abbiano distrutto la mia infanzia o che la Disney fallisca di nuovo con un nastro realizzato con un modello, ma sarebbe falso ottenere qualche commento positivo.

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A ‘Il ritorno delle streghe 2’ gli manca il carisma in qualsiasi personaggio al di fuori delle tre sorelle e della tramaspecie verso la fine, prova a fare un assurdo esercizio di redenzione, ma cerca almeno di cambiare il copione prestabilito invece di restare nel semplice esercizio di nostalgia a buon mercato.

È molto probabile che non sentiremo mai più Becca e i suoi amici, che fungono solo da cavi intercambiabili una tantum, ma Spero di saperne di più su quel trio protagonista imbroglioneanche se tutto non si incastra naturalmente come nel film del 1993.

Consapevole che entro trent’anni sarà solo una nota a margine quando si parlerà del mitico cinema degli anni ’90‘Il ritorno delle streghe 2’ cerca di dare tutto il possibile senza destabilizzare lo status quo o provocare ondate di indignazione tra i fan. e lo ottiene, con un prodotto finale tanto sufficiente quanto dimenticabile. A volte, è tutto ciò che possiamo desiderare.

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