“Vai a chiuderla, scorciatoia l’abbiamo vinta noi”

Il Nazionale Argentina Y Francia pareggio 3-3 nella finale del mondo a partire dal Qatar 2022, dopo un tempo supplementare non adatto ai deboli di cuore. Il ho disegnato Martinez Ha appena coperto un tremendo uno contro uno contro Randal Kolo Muani alla fine e stanno arrivando i rigori. Prima delle esecuzioni dai dodici passi, viene fatta una rassegna dei calciatori europei. Martino Tocallil’allenatore dei portieri dell’Albiceleste, incontra il portiere argentino e gli dice: “Vai a chiuderla, scorciatoia l’abbiamo vinta noiDopo l’ordine, il 30enne di Mar del Plata si mette sotto i tre bastoni e fa il suo spettacolo. La fine di questa storia è già nota.

Questa è una delle tante sequenze accadute durante la finale dei Mondiali che solo ora stanno venendo alla luce. In dialogo con il programma radiofonico Le cose come stannorilasciato da Radio FM 89.9 sempre con teil responsabile della formazione dei portieri dell’Albiceleste dal 2017 ha spiegato sulla fiducia dell’1 dell’Aston Villa: “Era molto convinto, si sente sempre un vincitoresente di poterlo fare bene, penso che sia parte di ciò che lo aiuta a finire per avere quella performance. La fiducia è fondamentale, soprattutto nel portiere“.




Emiliano Martínez e un’altra notte consacratoria, questa volta nella finale dei Mondiali. Foto: REUTERS/Kai Pfaffenbach.

Martín è il figlio di Hugo Tocalli, ex direttore tecnico delle divisioni giovanili dell’Argentina e anche ex assistente dello staff tecnico di José Pekerman. Una passione che porta nel sangue. Nell’intervista ha ripercorso i momenti precedenti ai rigori contro la Francia: “In quel momento prima abbiamo parlato della questione dei calciatori, che sono stati lasciati in campo velocemente a rivedere, e poi gli ho detto (a Emiliano Martínez) cosa Ho sentito che era tranquillo, è il tuo momento, chiudilo, mi fido di te, chiudilo, andrà tutto bene“, disse.

Lionel Scaloni e Martín Tocalli definiscono i dettagli in un allenamento per la Nazionale.


Lionel Scaloni e Martín Tocalli definiscono i dettagli in un allenamento per la Nazionale.

E ha aggiunto: “Avevamo già parlato del fatto che loro non avevano i rigori che abbiamo visto, come Coman, poi credo non ci fosse molto altro da dire, mi sentivo davvero tranquillo e fiducioso in lui, quindi gli ho detto andate a chiuderla, come a dire andate e salvate che l’abbiamo vinta noi”.

Tocalli, che dal 2020 è anche coordinatore del reparto portieri dell’Afa, solo ora “si cala nella realtà” e cerca di “divertirsi un po'”. Sono passati appena 6 giorni dalla consacrazione e l’emozione è ancora intatta.

“Le emozioni finiscono per essere, per i giocatori e per noi, assolutamente decisive”, ha spiegato il tecnico dei portieri. E, a proposito dei milioni di argentini scesi in piazza per festeggiare, ha aggiunto: “Ci hanno raccontato cosa stava succedendo qui nel paese ma eravamo così concentrati su ciò che era nostro che logicamente solo quando siamo arrivati, quando eravamo sull’autobus e vedendo la gente, abbiamo davvero preso la dimensione di quello che era l’Argentina in quel momento”.

Dibu Martínez para un rigore di Kingsley Coman, il secondo dei rigori.  Foto: EFE.


Dibu Martínez para un rigore di Kingsley Coman, il secondo dei rigori. Foto: EFE.

Nel bunker della nazionale argentina, all’Università del Qatar, c’era poco tempo per festeggiare dopo ogni vittoria: “Eravamo molto concentrati su quello che era il nostro lavoro, potevamo festeggiare per 2 o 3 ore quello che era un passaggio di fase e poi già pensavamo al prossimo rivale, dovevamo essere tutti all’altezza di quella situazione, perché in quel momento i giocatori in campo devono essere al di sopra delle emozioni, è questo che fa la differenza”.

Martín Tocalli, che ha iniziato come parte del team di lavoro di Jorge Sampaoli, ma una volta che Lionel Scaloni ha preso le redini ha continuato nella sua posizione, ha raccontato nell’intervista radiofonica come è stato il suo primo incontro con la prima squadra: “Emi l’ha adorato lo so dal 2011, Ho lavorato qui in Nazionale anche quell’anno, siamo andati in trasferta in Nigeria prima della Coppa, Oscar Ustari si è infortunato proprio lì in Nigeria ed Emi aveva giocato il Mondiale U17, in quel momento serviva il visto nigeriano. “.

“Oscar si è rotto il pomeriggio prima della partita, Emiliano poteva salvarci, ha viaggiato perché in quel momento era a Mar del Plata in vacanza. Quello è stato il primo contatto. Da lì, io da tifoso di calcio e più dei portieri” L’ho seguito, l’ho sempre seguito per tutta la sua carriera. Abbiamo diversi nomi che lo seguono sempre e quando uno crede che questo portiere sia all’altezza di starci più vicino, dobbiamo citarlo, con Emiliano è successo”.

La copertina che valeva un titolo mondiale.  Foto: Reuters.


La copertina che valeva un titolo mondiale. Foto: Reuters.

E, sulla personalità dell’uomo di Mar del Plata, ha dichiarato: “Emi innanzitutto è una bella persona, bravissima genteÈ facile lavorare con lui perché vuole crescere giorno dopo giorno, perché vuole essere migliore e ti rende le cose facili. Gli abbiamo spiegato quello che voglio, che dobbiamo dare tutto, credo che si sia sentito identificato con il nostro lavoro, con tutto quello che gli abbiamo spiegato, e da quel primo incontro ha capito che doveva guadagnarsi un posto”.

“E il tempo ha segnato che abbiamo preso quella decisione che ha iniziato a giocare in quel momento per merito suo, non a causa del covid di Armani all’epoca come si dice, se lo è guadagnato perché è arrivato con un livello molto alto all’Arsenal e ci credevamo era il momento di Emiliano”.

Lavorare con lui è facile, lo rende facile ogni giorno perché ha una buona atmosfera, Emiliano è quello che vedi, non nasconde niente, è lui, può piacere o no. Ci sono persone a cui può piacere più o meno quella forma, ma Emiliano si mostra così com’è”, ha aggiunto.

Anche dopo l’inaspettata sconfitta iniziale contro l’Arabia Saudita, il clima dietro le quinte è stato sempre positivo a livello di girone: “C’è sempre stato un buon clima per tutta la Coppa del Mondo. Dopo la partita con l’Arabia, la reazione del giorno successivo è stata calma, fiduciosa“, ha chiarito.

Dibu Martínez, Martín Tocalli, Franco Armani, Gerónimo Rulli, Gomes Gerth e Mauro Dobler.  Foto: Instagram.


Dibu Martínez, Martín Tocalli, Franco Armani, Gerónimo Rulli, Gomes Gerth e Mauro Dobler. Foto: Instagram.

“Mi sembra che questa sia stata una dimostrazione di carattere, una dimostrazione di orgoglio nel sapere che dovevi vincere ogni partita con quella pressione, con quello che tutto significa in Argentina, quello che è stato il Mondiale di Leo. Mille cose che c’erano in quel zaino che sapevano portare e mi sembra che da lì in poi abbiamo avuto giorno dopo giorno la tranquillità che le cose potessero funzionare, senza essere sicuri perché questo è fondamentalmente il calcio e tutto può succedere.Il gruppo e il mister per me ci ha dato la fiducia che avremmo potuto scrivere una bella storia”, ha sottolineato.

Alla domanda sull’espressione di Aimar, che dopo la sconfitta per 1-0 contro il Messico ha perso le staffe e si è lasciato andare all’emozione, ha detto: “Ha espresso in quel momento tutto quello che è venuto dopo di lui, la partita con l’Arabia, quello che stavamo giocando, l’ha espresso in quel grido, in quel volto che si è visto.

E ha precisato: “La pressione esiste, le emozioni esistono, in genere bisogna controllare quelle emozioni perché è ciò che finisce per essere decisivo per le nostre azioni e per le azioni dei giocatori, ma logicamente lì Pablo aveva quell’espressione che era quello che noi tutti sentivano solo che lo faceva con qualche lacrima ma la gioia c’era”.

Sulla leadership di Lionel Messi, Martín Tocalli ha sottolineato: “Sia allo staff tecnico che a me piace la leadership di Messi, mi piacciono le forme, mi piaceva anche quella di Maradona ma Messi ti dà tranquillità, ti dà sicurezza, tante sensazioni che per noi all’interno del gruppo ci dà quella via che deve guidare. È un leader naturale Messi, un Messi che ha fatto molto, molto bene al gruppo e allo staff tecnico, non solo la sua presenza ma il suo modo di comportarsi che gli dà anche sicurezza e tranquillità. Capitano Messi si è divertito, almeno da quando sono tornato in Nazionale in questi anni mi sono potuto godere questo Messi capitano, leader e non è un caso che sia successo tutto quello che è successo”.

Dibu Martínez e Martín Tocalli, in azione.  Foto: Instagram.


Dibu Martínez e Martín Tocalli, in azione. Foto: Instagram.

L’allenatore dei portieri dell’Albiceleste considera il ho disegnato come il migliore del pianeta: “Il numero 1 al mondo è Emiliano, lo ha dimostrato, ha fatto un gran Mondiale, naturalmente è sul podio. Dopo è difficile, credo che anche Lloris possa salire sul podio, non a caso in 2 Mondiali, 2 finali, mantiene buone prestazioni, grandi partite con pochi errori. Tra Emiliano e Lloris sono i migliori portieri del Mondiale”.

“Mi piace lo stile di Bono, penso che sia uno dei paratori più completi. Nel caso del portiere croato, è stato decisivo ai rigori, ha parato bene i palloni”, ha detto Tocalli.

E, a proposito del portiere campione del mondo, ha sottolineato: “Non vedo in Emi uno stile che assomigli a nessun altro portiere argentino, mi sembra che abbia una buona impronta di lui, tecnicamente bravo, cose che ha che forse altri portieri negli ultimi anni non ce l’avevano e lui forse non ha qualche caratteristica che hanno avuto altri”.

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